Nord o est? Riga e Tallin

Chiusa la parentesi spazio-temporale a Vilnius ripartiamo verso Riga, capitale della Lettonia, sesto stato che attraverseremo. La coppia bresciana che abbiamo incontrato al museo del genocidio a Vilnius ci aveva preannunciato che, a riga, avremmo trovato uno scenario ben diverso da quello lituano appena lasciato, ma di certo non ci aspettavamo un cambiamento così drastico, la prima impressione arrivati in città è quella di una piccola, forse piccolissima, metropoli che cerca di tirarsi fuori, e che forse un po ce l’ha già fatta, dagli anni del dominio sovietico. Troviamo una città in fermento, piena di giovani, attività, ristoranti, e soprattutto musei. Sì perché la capitale ha deciso di far ripartire la città proprio dalla cultura, ne è un esempio la nuova biblioteca nazionale inaugurata pochi anni fa, dalle forme davvero avveniristiche, con all’interno più di 14 milioni di volumi. Ora è la volta del mercato coperto della città, un posto dove si può vedere e toccare il cuore pulsante della città, se vi troverete mai a girare per questa città sarà difficile che vi imbatterete in grossi centri commerciali o grandi supermarket, qui la realtà cittadina gira ancora intorno al vecchio mercato, dove, divisi per settori potrete passare dal comprare frutta e verdura alle calzature, dal pesce (freschissimo) fino ai giocattoli, con un immancabile mercatino delle pulci all’esterno. Dopo un girovagare per le vie del centro, tra le chiese e le cattedrali della città, i nostri piedi (ormai doloranti) trovano un po di ristoro in un ristorantino del centro, dove possiamo gustare delle ottime specialità lettoni.

Dopo una notte di sonno, il letto di Armands il nostro host era comodissimo ma l’assenza delle persiane (che fin’ora non abbiamo ancora mai incrociato nemmeno per sbaglio) non viene in aiuto al nostro sonno, partiamo alla conquista di Tallin, dove ci fermeremo solo una notte prima di prendere il traghetto per Helsinki. Una cosa di cui sono molto felice è che questo viaggio mi permetterà di poter associare delle immagini a degli anonimi insiemi di lettere presenti sulla mappa, e sicuramente del viaggio tra Riga e Tallin ricorderò il paesaggio brullo, i cimiteri sparsi su per le collinette a fianco della provinciale, e le foreste di pini che abbiamo attraversato.

Tallin rientra in pieno nella mia categoria personale “città del nord”, infatti appena arrivati capiamo subito che sono finiti i bei tempi in cui le cose costavano la metà rispetto alla madre patria, a partire dal parcheggio, che qui scopriamo dovremo pagare anche di notte, per la ‘modica’ cifra di 14€. Un rapido giro per la città ci fa scoprire un centro storico medievale rimasto ancora intatto, con la sola aggiunta di un centinaio di negozietti di “souvenirii“. La città ci appare molto più turistica delle altre due capitali baltiche che abbiamo visitato, e così dopo aver preso abbastanza pioggia, neve e freddo per le vie del centro ci avviamo verso casa dove abbiamo appuntamento con Margarita, la nostra host estone, la quale ci inviterà a cenare con lei nel ristorante appena sotto casa. Passiamo così una piacevolissima serata, parlando delle sue recenti vacanze italiane, della nostra missione, e dei suoi progetti!

Così ci ritroviamo senza quasi accorgercene alle 10:30 al bar del porto di Tallin, pronti per prendere il traghetto per Helsinki, la nostra prima tappa nella penisola scandinava! Un piccolo aneddoto di viaggio ce lo regala una barista un po attempata, la quale alla mia domanda, relativa all’unico tipo di brioche accettabile che aveva a disposizione, “what’s inside of this?” Indicando la brioche, mi sento rispondere con sufficienza “argh, i don’t know, maybe it’s made with marzapan”, dopo un attimo di sconcerto mi ricordo d’essere al porto di Tallin, con un traghetto da prendere, e così le ansie e le preoccupazioni si azzerano e penso soltanto a cosa ci attenderà dall’altra parte dello stretto.

La biblioteca di Riga
Il mercato di Riga
Appena arrivati a Riga
A cena con Margarita
Al porto di Tallin prima di prendere la nostra ferry

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