Quanto possiamo affidarci a TripAdvisor?

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una notizia che mi ha fatto riflettere. Ormai tutti noi abbiamo le nostre cosiddette “app da viaggio”, quelle applicazioni a cui ci affidiamo per trovare un alloggio, un taxi o un ristorante. E proprio per quest’ultima categoria, sarà perchè siamo italiani e abbiamo il palato fine, c’è sempre un pò di dibattito quando siamo in viaggio. Proprio per questo motivo, nel febbraio 2000, è nato TripAdvisor, il famoso portale dedicato al mondo della ristorazione.

Vi racconterò con un sunto l’esperimento sociale condotto da Theo McInnes nella città in cui vive, Londra. Nel raccontarlo userò alcuni  estratti dell’articolo che trovate a questo link.

Theo, per vivere svolgeva un lavoro particolare, “consisteva nello scrivere finte recensioni su TripAdvisor. I proprietari dei ristoranti mi davano dieci sterline [poco più di 11 euro] e io in cambio recensivo positivamente il loro locale anche se non ci avevo mai mangiato”

Ad un certo punto Theo si accorge che quello che faceva non era corretto e decide di smettere, fino a quando, e qui viene il bello, non gli viene in mente un’idea, dare libero sfogo alla creatività e provare a portare all’esagerazione il paradosso che può nascere con TripAdvisor. Trasformare il suo capanno nel miglior ristorante di Londra. Come si può tentare di realizzare un’impresa così folle? In pochi passi a quanto pare.

Così inizia il suo esperimento, registra il suo “ristorante” su TripAdvisor chiamandolo “The Shed“, ed inizia a creare finte recensioni con finte fotografie di piatti, con attori che mangiano nel suo ristorante. Le fotografie dei piatti sono realizzate utilizzando ingredienti non commestibili come, schiuma da barba, saponette, igienizzanti per wc e terriccio.

Partenza di The Shed
Theo e il suo The Shed

Così inizia la sua repentina scalata verso la vetta dei migliori ristoranti di Londra su TripAdvisor, e dopo qualche settimana si ritrova in prima posizione nella classifica dei migliori ristoranti, letteralmente subissato di richieste di prenotazioni, la gente lo ferma per strada, arriva addirittura al punto in cui riceve 116 chiamate in un solo week-end! Theo racconta che con delle scuse riesce a evitare tutte le richieste, dopotutto si sa, può essere difficile trovare posto nel “miglior” ristorante di Londra.

Arrivato a questo punto decide di festeggiare l’avvenimento, in fondo non capita tutti i giorni d’arrivare ad essere il proprietario del miglior ristorante della città. Così organizza una serata con veri ospiti nel suo ristorante. La particolarità? Decide di cucinare esclusivamente piatti surgelati! Ovviamente la cena viene offerta ai poveri clienti ignari.

Theo conclude il suo esperimento con queste parole, “Eccoci qua: ho invitato delle persone a mangiare in tavoli a caso fuori dal mio capanno, e se ne sono andate pensando che fosse davvero il miglior ristorante di Londra, basandosi esclusivamente su TripAdvisor. Se volete, potete vederla in modo cinico—sostenere che la risonanza di internet è talmente forte che le persone non riescono a usare in modo appropriato i sensi o il cervello. Ma a me piace essere positivo. Se sono riuscito a trasformare il mio giardino nel miglior ristorante di Londra, tutto è davvero possibile.”

Le conclusioni sono molte, ma la domanda che mi sono posto leggendo l’esperienza di Theo è, posso fidarmi delle recensioni presenti su internet quando anche un semplice capanno può essere trasformato in un ristorante chic? Sarebbe meglio prendere con le pinze le recensioni che leggiamo o possiamo continuare a fidarci di portali come TripAdvisor quando ci sono in giro ristoratori che commissionano le recensioni per i loro ristoranti?

Voi come la pensate?

 

14 risposte a "Quanto possiamo affidarci a TripAdvisor?"

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    1. Hai ragione, anche perché spesso le recensioni sono molto soggettive.. é buono secondo me non leggere solo la prima recensione ma almeno le prime 3/4 per avere un quadro più completo

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  1. Saltuariamente uso questo portale. Leggendo io parto sempre dalle recensioni negative. Devo dire che la maggior parte delle volte che mi sono fidato mi è andata bene. Certo, tutto è soggettivo. Quello che piace a me, può essere ripugnante per qualcun altro. Mi fido di più di Booking per prenotare gli hotel. Almeno lì le recensioni sono verificate. Su Trip possono scrivere cani e porci, tanto nessuno verifica. Comunque la soluzione migliore è, quando si arriva in una località, escludere a priori i ristoranti cosiddetti “turistici”, meglio chiedere alla gente del posto.

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    1. Sono pienamente d’accordo, insomma diciamo che a volte un po’ di metodo “vecchia scuola” non guasta! Su booking perlomeno puoi lasciare la recensione solo se hai soggiornato nella struttura, mentre su TripAdvisor puoi lasciarla senza dover dimostrare d’esserci stato davvero

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  2. Pubblico esclusivamente recensioni di locali dove mi sono trovato bene. Lascio nell’oblio quelli scarsi. Certo il giudizio é soggettivo ma di sicuro in buona fede. Trovo vergognoso l’uso improprio e fraudolento di uno strumento che può premiare i meritevoli ed essere d’aiuto al prossimo.

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  3. Ottima riflessione. Ci penso spesso, perché uso molto Tripadvisor. Trovo molto utile leggere le opinioni di chi è stato in un posto in cui vorrei andare anche io, ma è vero che bisogna prendere tutto “con le pinze”, come ha detto qualcuno prima di me. Ogni volta che uso Tripadvisor prima di prenotare un hotel/b&b o simili, ci metto un sacco perché leggo più commenti possibili, eliminando quelli che commentano secchi “bellissimo, andateci” oppure “pessimo, mai più” senza alcuna motivazione. Do’ peso a quelli che, dopo aver dato un giudizio – positivo o negativo che sia – spiegano perché, magari elencando pro e contro della loro esperienza. In questo modo mi rendo conto se i loro “contro” potrebbero rappresentare un problema anche per me, oppure no. Per esempio, se in un b&b non accettano animali domestici, questo potrebbe essere un “contro” per chi vorrebbe fare un viaggio col proprio cane; ma non per me che non ho cani. Inoltre se più utenti sono concordi nel dare un certo tipo di giudizio (pulizia dei servizi igienici e delle stanze; rumorosità, qualità del sonno etc), sono più propensa a dargli peso.

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    1. Sono pienamente d’accordo con te! Si poi devono, giustamente, esserci delle motivazioni adeguate. Ricordo che mentre qualche anno fa valutavo un hotel in cui soggiornare a Firenze avevo trovato una recensione negativa che recitava “Peccato per il frigobar sotto la televisione”. Che detto tra noi, è un motivo per lasciare una recensione negativa?

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  4. Essendo titolare di una attività nel turismo vi dico come funziona. Che si tratti di un ristorante, di un hotel, di una agenzia viaggi o di un servizio qualsiasi se il cliente è intenzionato a lasciare un commento negativo l’istinto di rabbia e di vendetta lo lo porta a pubblicare un commento quanto peggiore possibile ancora prima di lasciare il locale mentre se si è trovato bene magari lo farà in seguito e magari dimenticherà di farlo.

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    1. Questo é vero Bruno, diciamo che la storia che ho raccontato é un po’ un “eccesso”, il più delle volte su TripAdvisor é importante e sicuro guardare le foto dei piatti!

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  5. Mah che vuoi che ti dica…certa gente trova voce solo sui “social” e sono proprio quelli che nella vita nessuno ascolta che in internet sfogano la rabbia della loro emarginazione anche in questi casi. Trip Advisor è un mezzo per sentirsi qualcuno; cosa di cui molta gente oggi ha bisogno. Lo definirei una moda come i tatuaggi, le diete vegane e la solidarietà di facciata.

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