Perchè l’India?

Da quando abbiamo iniziato a dire ad amici e parenti che il nostro prossimo viaggio sarà in india la risposta più frequente che abbiamo sentito è stata: “In India? Ma siete sicuri?”, seguita a ruota da “no io non ci andrei mai”, o ancora la mia preferita, “ma perchè non andate negli stati uniti? lì è bellissimo e non ci siete mai stati!”. Queste affermazioni mi hanno confermato una verità in cui credo fermamente, non si può pensare di visitare l’India con la stessa mentalità con cui si affronta un week-end a Barcellona!

La verità è che non si è mai davvero pronti per l’India si arriva ad un certo punto della nostra vita da viaggiatore in cui è l’India stessa a chiamarci a se. A me è capitato leggendo, in maniera del tutto casuale, il libro “Odore d’India” di Pierpaolo Pasolini, ma no, mi sbaglio, il desiderio d’India l’ho avvertito ancor prima leggendo “L’orizzonte ogni giorno un pò più in là” di Claudio Pellizzeni, mi ha subito colpito ed affascinato la sacralità del posto, Varanasi, con le sue mille contraddizioni. Leggendo quelle poche righe mi sembrava d’esser già su uno dei molti ghat sacri all’alba ad ammirare lo spargimento delle ceneri nel fiume sacro o di scorgere i fedeli intenti a purificarsi nelle acque torpide del Gange. Mi sembrava di poter già cogliere gli odori a tratti nauseanti del posto, sentivo che qualcosa stava nascendo in me. La necessità d’India si stava facendo sempre più forte, come un richiamo insistente, come una barriera da superare per raggiungere la maturità, come viaggiatore e come persona.

L’India incarna da sempre nel nostro ideale comune l’esotico per eccellenza, è quanto più di diverso dal nostro stile di vita esista sul nostro pianeta. Si potrebbe dire, senza sbagliare di molto, che l’India è un pianeta a sè. Uno di quei posti che risultano difficili da legare ad un altro.

Quando penso all’India il mio immaginario vaga, i libri che ho letto si fondono con le esperienze che ho fatto e mi vengono in mente le vacche bianche e magrissime capaci di vagare per le strade dei villaggi per una vita intera, mi tornano alla mente gli odori, i cibi, le persone, la sporcizia che ho vissuto in Thailandia un paio d’anni fa.

La verità è che non so ancora cosa aspettarmi da questo viaggio del quale sento l’estrema necessità, spero che questo viaggio mi apra la mente verso nuovi orizzonti, abbatta quei muri di preconcetto che vengono imposti e che volenti o nolenti vediamo ogni giorno vivendo in un piccolo paesino. Spero di aprire una finestra per guardare fuori, capire il sentiero da prendere in questo meraviglioso viaggio chiamato Vita! 

Insomma, non vedo l’ora di piantare le chiappe su quel maledetto aereo Milano-Mosca-NewDelhi per sentirmi finalmente, e di nuovo, vivo!

L’India assale, prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette è di restarle indifferente.

Tiziano Terzani

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Steve McCarry & Taj Mahal

5 risposte a "Perchè l’India?"

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